Noir

Questa serie si chiama Noir per via delle atmosfere che ho cercato di ricreare per Castelfiorentino, fatta eccezione per due foto, che ho scattato a Firenze.

E’ una serie un po’ strana, nata per caso, durante un mio periodo che reputo molto buio, nel 2015.

Stavo uscendo con un mio amico per Castelfiorentino, dovevamo vederci per parlare del rapporto ormai deteriorato con una ragazza con cui uscivo in quell’anno; non ne potevo più, ero veramente esausto a livello mentale per diversi motivi, ero entrato in un vortice di depressione, ma con me avevo la mia amata fotocamera.

Desideravo che ci fosse la pioggia, ma in realtà si fece viva una nebbia fittissima. Allora iniziai a far camminare il mio amico per Castelfiorentino, perché le luci e la nebbia mi fornivano uno scenario da film Noir.

Da lì, soprattutto dopo aver dato un esame di cinema, mi misi a vedere dei film degli anni 50 di tipo noir e visto anche il mio gradimento verso le foto, iniziai a pensare, a studiare e soprattutto a costruire delle immagini che mi potessero piacere e che in qualche modo, senza fare il filosofo, potessero aiutarmi a metabolizzare tutto quello che in quel momento stavo attraversando: delle stupide paranoie, le mie.

Alcune foto hanno dei richiami diretti a dei film, anche Horror, come “L’esorcista” o “Silent Hill”, soprattutto per la ricostruzione delle atmosfere, altre si ispirano a dei libri a cui tengo particolarmente, come quelli su Sherlock Holmes. Credo che comunque sarà una serie che non finirò mai, ma che porterò avanti nel tempo, perché mi piace, la sento mia, come un modo di esprimere una parte del mio carattere, nascosta, non del tutto, ma ben radicata in me.

“Io inseguo lei e lui insegue me. Vediamo chi vince stasera. Avete capito, no? Io sono il serial killer, lei è la vittima prescelta, lui è l’investigatore. Non sorridete, questo non è uno dei vostri romanzi gialli, ma la realtà. La sordida, livida realtà.
Io mi appiattisco negli anfratti perché la vittima non mi veda e il mio inseguitore non mi intercetti. Ho passi silenziosi, occhi puntati avanti, nella notte, tra la nebbia. E soprattutto ho un vantaggio: nessuno mi conosce e nessuno sa cosa mi passa per la testa.
Allora… Restate fino all’ultimo per vedere chi vince o preferite distogliere lo sguardo e rintanarvi in casa?
Andate, andate pure!
Tanto se vi voglio, so dove trovarvi….”

Testo di Sabrina Fioravanti

 

Francesco Nigi 
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